Critica di “Albino Barberio”

Dipingere è fisiologico, bisogno primario. Ogni tocco di colore impresso sulla tela è respiro. Umile, disposto a darsi; ciò implica trasparenza pittorica, spontaneità, originalità, lo incontri nei suoi lavori. E’ nelle “scale del paese” dove ha vissuto gli anni della memoria, è nella calma armonica e solare delle “nature morte”, è nella forza e pienezza della carta riciclata parte integrante del suo ultimo filone pittorico; colpisce la sua totale disponibilità, elemento distintivo di chi ancora sogna! queste sue caratteristiche spesso si incontrano nei suoi lavori. Comunicare attraverso la pittura è il punto di partenza del Mílicia associato alla libertà, attenta, di espressione tipica dei seri autodidatti, parla delle sue opere con la luce negli occhi. Per lui sono vive, c’è veramente bisogno di persone come lui dedite all’arte senza tuttavia chiedere nulla in cambio, puro amore.

Albino Barberio – Direttore artistico galleria 17°C – Pianopoli (Cz)



Critica di “Elena Camoni”

I ritratti di donna godono di una sensualità sottile, raffinata, mentre i paesaggi naturali evocano atmosfere lontane di forte suggestione, dove le pennellate di colore, a volte più intense, a volte appena accennate, riescono a creare un interessante equilibrio tra slancio espressivo e razionalità stilistica.

ELENA  CAMONI



Critica di “Emilio Bianchi”

FRANCESCO MILICIA

Francesco Mílicia trasmette nelle sue opere la calda passionalità della natia Calabria con la suggestione poetica della Toscana, la terra d’elezione artistica. Questa allettante combinazione gli permette di dare vita ad una espressività originale con i soggetti che sembrano prendere vita attraverso l’irruenza cromatica a volte insistita matericamente, altrove appena accennata per creare sensazioni oniriche. Le sue opere assumono così effetti particolarmente piacevoli dove l’esplosione della fantasia si combina con l’uso magistrale del colore che può essere vibrante e quasi violento oppure dolcemente steso nella ricerca di sensazioni chiaramente avvertibili. Si intuisce il desiderio di percorrere un personale itinerario artistico lontano da ripetizioni stilistiche e proteso verso una ricerca di modernità che riesca ad esaltare una libertà espressiva non condizionata da stilemi figurativi ricavati dalla tradizione.

Francesco Mílicia riesce perciò a produrre opere di spessore, capaci di attirare l’attenzione per la vivacità delle tonalità e per la delicatezza dell’ispirazione.

EMILIO BIANCHI, Direttore di ACCADEMIA



Critica di “Sandra Lucarelli”

LE NAVIGAZIONI DELL’OLTRENAUTA

Oltre la bellezza c’è la struttura metafisica del sogno di cui gli artisti sono naviganti.

Mìlicia conosce le sfumature più particolareggiate del colore, in cui esso può esprimere il suo nucleo centrale, il suo cuore timbrico. Tutto ciò crea un notevole effetto estetico, che colpisce l’espressione delle forme e coinvolge i sensi. Il colore di Francesco ci rimane attaccato all’anima, come un entrare fantastico nella poesia. Esso è prevalentemente caldo con tonalità di giallo, blu, rosso porpora, in cui, oltre, si stagliano i colori grigi-azzurri delle case, vibranti di fili d’erba verde. Ogni colorazione è parola scenica, compiuta dal gesto del pennello con cui si scrive un verso lirico. Ogni tonalità è musica, tanto da rendere le immagini sinfoniche dentro al concerto della rappresentazione, calibrandone spazi e tempi. Talvolta gli oggetti e le forme sono avvolte da luci psichedeliche, che fanno pensare alle rifrazioni dell’inconscio. In modo particolare ciò accade quando il Nostro si ferma ad esplorare “l’universo donna”, vero e proprio pianeta autonomo ed originale in tutti i suoi aspetti caleidoscopici. La lunga permanenza di Mìlicia in Toscana, ha influito sullo stile figurativo, che va oltre le esperienze macchiaiole, fino a farsi espressionistico e gestuale. Le memorie della Calabria, sua terra d’origine, tornano rievocate come sogni o visioni magiche che, la tecnica mista, contribuisce a rendere luminescenti, come apparizioni, in vibrante dinamismo di luce e di effetti cromatici. Sono epifanie, rivelazioni della luce, del tutto fuori da ogni tradizione; c’è in Francesco questa esaltazione epica della fantasia, che riesce a farci vivere il senso della favola, in astrazioni quasi surreali.

L’Oltrenauta navigherà ancora verso isole lontane…

Prof.ssa Sandra Lucarelli

 



Critica di “Alfredo Tigani”

Da una prima osservazione dei quadri di Francesco Mílicia si direbbe che la sua pittura non sia in nessun modo collocabile in schemi linguistici codificati; essa risulta libera da qualsiasi condizionamento storico critico e lo stesso autore la definisce come una sorta di… “idealizzazione della natura” tratta dalle sue profonde sensazioni.
Il punto di partenza dell’arte di Francesco Mílicia, da serio autodidatta è proprio questo: la libertà d’espressione senza condizionamenti.
Di cio è testimonianza, nella sua produzione pittorica, l’interesse a varie tematiche: paesaggi, fiori, figura, natura morta, ecc…
Per meglio comprendere la pittura di Mílicia tuttavia non si può non tenere conto del contesto storico e sociali in cui egli ha maturato la sua prima esperienza artistica: i primi anni della sua “inclinazione naturale all’arte” sono vissuti a Cittanova di Calabria, luogo dove egli è nato e dove, da ragazzo, attraversa un profondo disagio per la mancanza di stimoli culturali: il suo paese infatti non gli consente quegli scambi culturali necessari a qualsiasi formazione artistica; Mílicia allora è costretto a trasferirsi altrove.
Firenze è la sua nuova sede di studi; qui, oltre a frequentare l’università, laureandosi in biologia, ha numerose opportunità di approfondimento dell’arte.
Il giro di esperienze artistiche che Firenze gli permette, gli studi scientifici compiuti e la sua innata passione per l’arte costituiscono il punto centrale della sua pittura. Così come è stato per la maggior parte degli artisti del ‘900, la pittura di Mílicia, dal punto di vista strutturale, è in continua evoluzione; il “fare artistico” e la sua formazione scientifica fanno della sua pittura una sorta di “indagine al microscopio”. Contrariamente a quello che si è detto riguardo dalla sua osservazione sulla sua pittura circa l’assenza di condizionamenti formali, c’è da osservare che in essa è presente, in realtà, un positivo e discreto influsso di una gran parte dell’arte europea: dai maestri del primo ‘800 nell’opera “Il Buon Pastore”.
Ma il segno più specifico di questa relazione tra la pittura di Mílicia e la storia dell’arte lo si trova nelle tele che rappresentano le belle composizioni di natura morta: qui gli equilibri compositivi ricordano per certi versi l’opera di Cezanne, su quasi tutte le tele con questo tema, e la pittura di Van Gogh, nella tela intitolata “La stanza”.
E’ inconfondibile in alcuni tratti delle sue figure femminili il ritrovamento dell’influenza di Modigliani.
Certamente questo è il segno più tangibile della formazione artistica di Franco Mílicia, avvenuta in un contesto artistico, come quello toscano, che a tanti grandi artisti ha dato stimoli di meditazione artistica.
Sicuramente una cosa che in milicia è innegata, unica ed appartiene ad egli soltanto è quella di avere un grande senso dell’equilibrio cromatico ed estetico.

Alfredo Tigani
Accademia delle Belle Arti di Venezia



Critica di “Maurizio Carnevali”

Un antico, forse insoppremibile, bisogno di magia alimenta l’atto della pittura. Il gesto assoluto che trasforma che inventa e ricostruisce la natura delle cose è una magia positiva, senza veleni, Sorridente. E quando la pittura diventa il rifugio naturale dell’animo umano, quando ad essa ci si rivolge con umiltà e amore ecco che accetta d’essere, ancora una volta, fecondata. Amore sono i fiori viventi nello spazio indefinito del quadro, sottratti dall’effimera esistenza consentita dal loro seme e introdotti nel privilegio di una vita interminabile in cui il vento non li scompiglierà e i petali non cadranno marcendo. Amore sono le donne sorprese dentro la memoria dell’artista in atteggiamenti di impotenza. Creature dimenticate dalla nostra fretta. Testimoni di una maternità universale. Amore sono i paesaggi di una terra in cui la luce del grano sa ancora giocare con i cieli arrossati dal sangue dei gerani. Amore è l’atto del dipingere per Francesco, importa poco cosa, egli tutto rappresenta, ma nulla si rappresenta lontano dall’artista, tutto assume valore simbolico. Ogni sua pennellata diventa, nella sua definitiva esistenza, parte di una preghiera che dice del bisogno estremo di un uomo che vuole, che deve comunicare. Coerente fin dall’inizio, mai ha ceduto a deviazioni spersonalizzanti riconoscendo alla sua maniera un valore calligrafico. Disposto a crescere attraverso la totale dedizione alla pittura, Francesco Mílicia appartiene a quella ristretta schiera di coloro che puntualmente pagano il prezzo per amare la poesia aborrendo il consumismo.

Maurizio Carnevali



Critica di “M. Mali’ “

Tra realtà e fantasia

L’artista Francesco Mílicia si muove in un contesto pittorico molto suggestivo e consapevole dei mezzi, egli infatti trova un proprio stile in cui si evolvono infinite combinazioni di effetti chiaro-scurali e grafici. E’ una ricerca in continua trasformazione dove la fisicità della materia viene vissuta pienamente dall’artista. Si avverte nell’itinerario del Mílicia una solida ed incessante maestria che genera un’interpretativa elaborata e soprattutto appassionante. Ci colpiscono notevolmente le sue realizzazioni perché esse attraversano una versatilità strutturale di originale descrizione. La materia, che emerge vibrante e ricca di forme e segni, assume un ruolo importante nell’opera imponendosi magistralmente. Ed è proprio attraverso questo operare che troviamo infinite sfaccettature cromatiche dando così vita ad un’espressività significativa. L’uso personalissimo del colore viene progettato con un’interessantissima modalità artistica: esso, ritmato e caldo, si riversa nell’opera con effetti visivi importanti ed evidente maestria. Il colore in continuo movimento denuncia una pluralità d’immagine mentre il tracciato emerge in maniera del tutto consapevole. E’ sorprendente quanta energia ci sia nel suo percorso pittorico, soggetti di fiori, paesaggi, visi e nature morte simboleggiano un’immediata lettura che si fa portavoce di profondi contenuti. La sinergia tra colore e forma è mirabile: il Mílicia, pur conservando gli schemi tradizionali figurativi, arricchisce i suoi dipinti con un’innovativa modernità svelando così temperamento e continua ricerca. E’ una creatività notevole che svela una gestualità determinante continuamente espressa e costruita su basi solide. L ‘osservazione della natura e di tutto quello che lo circonda è linfa vitale per l’artista, egli trae da essa spunto per le sue composizioni: fantasia e realtà offrono un ampio linguaggio contemporaneo sempre mosso da originalità. Si terrà dal 15 al 24 Ottobre 2007 alla Galleria d’Arte La Telaccia la mostra personale dell’artista Francesco Mílicia, una mostra sicuramente di alto livello estetico-contenutistico e ricca di infinite sensazioni.

M. Malì